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TEBE |
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Scavi e progetti archeologici dell'Università di Pisa
nell´area
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Nell'area sud-ovest, a un livello più alto rispetto alla "casa dei tre forni", le ricerche condotte sulla cappella funeraria, attribuita in precedenza all'orefice di Ammone Khonsuirdis da Fl. Petrie durante la sua spedizione alla fine del secolo scorso, hanno permesso di identificare il visir Nebneteru come l'effettivo titolare della grande tomba-cappella e di fissarne la datazione tra la XXIV e la XXV dinastia, con un uso che continua anche in età successiva. La cappella di Nebneteru è costruita su un'altura formata quasi completamente da contrafforti di mattoni crudi di modulo regale che portano impresso il cartiglio di Tuthmosi IV e che provengono dallo smantellamento del muro di cinta del suo tempio. Tre pozzi conducono a tre celle. Il pozzo sud porta alla camera sotterranea di Nebneteru, dove furono trovati il sarcofago ligneo e i quattro meravigliosi canopi di Nebneteru; quello col coperchio a testa umana (il genio funerario Imseti) era nascosto nell'angolo ovest di una specie di sarcofago grossolano di fango che occupava la stanza e isolava il sarcofago ligneo. Il pozzo centrale era destinato alla dama Kara(ma)ma, figlia di Anekh-Unnefer, visir e governatore di Tehne - Acoris, probabilmente la sposa di Nebneteru, della quale furono ritrovati un canopo iscritto, insieme con usciabti, maschere di legno da sarcofago, altri canopi anepigrafi e maschere. La terza stanza era destinata a Khaemhor, appartenente alla famiglia del governatore di Tebe Montuemhat; la tomba fu usata anche per altri personaggi, lo scriba delle lettere Hor, il profeta di Montu Montuemhat figlio di Psamtek e l'orefice di Ammone Khonsuirdis. Nella corte furono scavati e utilizzati in epoca posteriore (almeno fino al IV secolo a.C.) altri pozzi. | ||||||||
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Scavi nell'area della Cappella superiore La "Cappella superiore" fu scoperta immediatamente sopra e a ovest dell'area della "Casa dei tre forni" ed è allineata col muro di cinta del Tempio di Tuthmosi IV. E' un piccolo tempio, una cappella funeraria, costruita di mattoni crudi (durante la costruzione furono riutilizzati grandi mattoni, di tipo regale, con impresso il cartiglio di Amenofi III, il cui tempio funerario si trova molto vicino, segnato dai celebri "Colossi di Memnon"). La Cappella, che appartiene probabilmente a uno dei figli di Ramesse II, è comunque d'epoca ramesside; conserva un altare con la tavola d'offerta di pietra sul massiccio di mattoni crudi, ed ha restituito una grande quantità di ceramica del Nuovo Regno, anche dipinta.
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La Casa dei tre forni La "Casa dei tre forni", come è stata chiamata, rappresenta una della maggiori scoperte archeologiche fatte durante l'esplorazione dell'area di Gurna. Questa costruzione, una semplice struttura destinata a civile abitazione, che ricorda la tipologia amarniana, è posta subito all'esterno dell'angolo sud-est del tempio. La casa fu probabilmente usata come abitazione temporanea dai direttori dei lavori durante la costruzione del tempio, e poi abbandonata e ricoperta al termine dei lavori. L'edificio può dunque essere datato con certezza al regno di Tuthmosi IV, sicché può essere sicuramente datata la ricca suppellettile fittile trovata ancora in sito nei vari ambienti (cucina, camera da letto, stanza da bagno, cortile, scala d'accesso alla terrazza sul tetto, corridoio di servizio coi tre forni, ancora in buon stato di conservazione). |
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L'ingresso alla T 73 era nascosto dalle fondazioni del massiccio meridionale del secondo pilone del tempio. Il complesso sotterraneo è stato usato come tomba di famiglia tra l'XI e la XVII dinastia. Come in altre tombe tubane dello stesso tipo del Medio Regno, le pareti erano prive di decorazione.La tomba era stata depredata in epoca antica, ma conteneva ciononostante una ricca messe di materiale, tipi diversi di reperti, frammenti di sarcofago con decorazioni dipinte, una maschera funeraria in stucco dipinto, un orecchino d'oro, molte perline di faience, frammenti d'avorio decorato e tre tavole d'offerta in terracotta.
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Scavi nell´area della Tomba 79 La T 79 si apre nell'area usata per costruire la terrazza superiore del tempio di Tuthmosi IV. Datata al Medio Regno, consiste di uno stretto cortile, un corridoio e una piccola stanza. Era prevista la continuazione verso sud del corridoio, ma l'opera fu interrotta, probabilmente a causa di una vena particolarmente dura della roccia. Violata in epoca greco-romana, la tomba ha tuttavia restituito una serie importante di ceramica della XII dinastia e quattro belle tavole d'offerta in terracotta.
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Scavi nell'area della Tomba 81 La T81 è tagliata nella roccia sedimentaria metamorfica che forma lo strato superiore della necropoli del Medio Regno. Il cortile porta a una piccola camera sotterranea dov'erano sepolte almeno quattro persone; due ragazzine furono trovate nella corte; i loro corpi, chiusi in povere casse di legno senza decorazioni non mostrano tracce di mummificazione; i capelli sono intrecciati e i colli ornati da collane di piccole perle di cornalina e di faience. Nella camera, fu trovato il corpo di un bimbo di circa tre mesi, girato sul fianco destro in un sarcofago di legno. Accanto al sarcofago, in corrispondenza con la testa del morticino, fu trovato l'unico oggetto della sua suppellettile funebre: un vaso di terracotta caratteristico del Medio Regno. La corte di T81 e la maggior parte dell'ambiente sotterraneo era ingombro di una grande quantità di vasi frammentari e oggetti minuti, vetri, frammenti di faience, ed anche un bel pendente di collana, in faience gialla. Il cortile era stato usato come luogo di scarico e poi ricoperto e pareggiato al termine della costruzione del tempio di Tuthmosi IV. |
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TT
14
La tomba di Huy (TT 14), sacerdote addetto al culto del sovrano divinizzato Amenofi I, è situata sulla riva occidentale del Nilo, alle prime pendici del settore della necropoli tebana noto come Dra Abu el-Naga, dal nome del villaggio moderno. La missione diretta da Marilina Betrò ne ha intrapreso di recente lo studio, che comprenderà la documentazione fotografica ed epigrafica, l’indagine archeologica e il restauro, in vista della successiva pubblicazione. La tomba può datarsi, per ora su base unicamente stilistica, alla fine della XIX dinastia. Campagne
di scavo I-V
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