L'Università di Pisa in Egitto.
La seconda fase del progetto di cooperazione Italo-Egiziana a Saqqara e nel Fayum.

Nel mese di maggio di quest’anno è stata avviata la seconda fase del programma di cooperazione Italo-Egiziano finalizzato a dare un supporto tecnico e scientifico per il monitoraggio e la gestione dei siti archeologici egiziani (Egyptian-Italian Environmental Cooperation Program, Phase II, Institutional Support to SCA for Environmental Monitoring and Management of Cultural Heritage sites: applications to Fayoum oasis and North Saqqara Necropolis).
Questo importante progetto multidisciplinare, di cui l’Università di Pisa cura la gestione scientifica (direttore scientifico: Prof. Edda Bresciani) e tecnica (direttore tecnico: Arch. Antonio Giammarusti), ha iniziato la sua prima fase nel 2000, realizzando il censimento, la catalogazione e la realizzazione di un GIS per l’area Nord di Saqqara(1); adesso il programma ha come partner la Cooperazione Tecnica del Ministero per gli Affari Esteri, l’UNDP- United Nations Development Programme, lo SCA - Supreme Council of Antiquiti e l’EEAA - Egyptian Environmental Affairs Agency.
Il team italo-egiziano sarà impegnato dal 2005 al 2007 a Saqqara e nel Fayum, e agisce con esperti italiani (Roberto Buongarzone, Emanuele Brienza, Renzo Carlucci, Franco Pizzi, Carlo La Torre, Rosa Morsilli)(2) oltre ai due direttori scientifici e tecnici e al co-menager italiano in Egitto, Antonio La Rocca. A Saqqara oltre al proseguimento dell’implementazione del GIS archeologico ed ambientale, si progetteranno percorsi turistici di visita all’area Nord nell’ottica del rispetto delle condizioni ambientali ed in quella di minimizzare il degrado delle strutture sottoposte ad un’eccessivo stress causato dalla pressione antropica; si svilupperà, inoltre, uno studio di fattibilità per il collegamento di tutta la necropoli menfita da Giza a Dashour; ed infine per analizzare un’ipotesi di sviluppo socio-economico del contesto in cui la necropoli ricade (con particolare attenzione al villaggio di Dashour) si studierà la fattibilità di aprire un nuovo ingresso all’area archeologica.
Nel Fayum si svilupperà uno studio, riferito alle emergenze archeologiche e alle ricchezze culturali, artigianali e naturali, che porti alla predisposizione di un Master Plan per la valorizzazione delle risorse esistenti. La finalità che ci si prefigge è di pervenire a concrete ipotesi di armoniosa valorizzazione delle risorse più rilevanti della regione (risorse endogene), capaci di promuovere uno sviluppo locale, con un attivo coinvolgimento della popolazione locale, quale volano di sviluppo per tutto il distretto.
Si prevede una realizzazione in tre fasi del Master Plan:


i. Censimento delle risorse (usando le stesse tecnologie già applicate a Saqqara);

ii. verifica degli Obiettivi di sviluppo attraverso un primo intervento sul sito archeologico di Medinet Madi, concession e di scavo dell’Università di Pisa;

iii. preparazione di un Piano ambientale, della Mappa del rischio e formulazione di ipotesi di sviluppo.

Il Censimento delle risorse consisterà in una vasta raccolta di tutte le risorse esistenti nell'ambito culturale, naturale, ambientale e socio-economico. I dati raccolti saranno inseriti in un database. Una o più planimetrie saranno preparate come carte di riferimento di tutti le informazioni raccolte. Infine un sistema informatico del sito (SIS) sarà creato con la tecnologia GIS.
La verifica degli Obiettivi di sviluppo, verrà effettuata a Medinet Madi, che è la concessione archeologica principale dell’Università di Pisa, da molti anni e con importanti roisultati. Infatti, il valore archeologico del sito - dove esistono tre templi, uno dei quali datato al Medio Regno, l’unico tempio di culto con testi e rilievi che sia conservato in tutto l’Egitto(3) - se collegato con lo scenario spettacolare, l’affascinante wildlife (l’attrazione delle cascate, le facilitazioni eco-turistiche e le altre attrattive che il parco di Wady El Rayan offre ai visitatori, in numero medio di 200.000 l'anno), potrà venir valorizzato nella messa in funzione di un’unica Area di interesse. L’esperienza acquisita dall’assistenza italiana nel Parco (WRPA)(4) e dalle missioni archeologiche, realizzate in diversi periodi in Medinet Madi dalle università di Pisa e di Messina, sarà utile per creare una unica opportunità di sviluppo e di sinergia fra i due siti offrendo risorse culturali e ambientali di grande valore.

Medinet Madi potrebbe poi definitivamente passare dall'attuale rischio di perdita del valore di testimonianza storica, a causa del degrado progressivo delle strutture in pietra e in mattoni crudi, causato soprattutto dall’ aggressione ambientale, a una fase di recupero e di valorizzazione. Nei prossimi mesi si inizierà la rimozione della sabbia che si è accumulata sull’area sacra negli ultimi 70 anni, si completerà la documentazione grafica e si svilupperanno i progetti per il consolidamento delle strutture, e per l’allestimento dell’area per accogliere i visitatori.


Edda Bresciani; Antonio Giammarusti


(1): I risultati sono stati pubblicati in maniera integrale nel 2003,  nel volume  AA.VV., Enhancement of the Organisation and capabilities to preserve cultural Heritage Assets of Egypt. Risk Map for North Saqqara Site, Handbook for the Environmental Risk Analysis ,   Edizioni Plus (Collana Documenti per l’Archelogia, diretta da Edda Bresciani, I) 2003.
(2): Oltre a esperti egiziani, partecipano al programma  anche A.Menchetti, F.Silvano, R.Pintaudi, D. Minutoli.
(3): I Rapporti annuali escono regolarmente in Egitto e Vicino Oriente; ma cfr. anche Orientalia e Egyptian Archeology, dove i progressi  archeologici delle campagne figurano annualmente.
(4): Vedere  il bel volume, AAVV:,  Wadi el Rayan. Gateway to the Western Desert, Rome 2002.

 


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